Villa San Lucchese Hotel 4 Stelle - Villa d’epoca Toscana
L’Antica Dimora fu un tempo abitata da Nobili Famiglie del lontano passato e la sua storia è collegata alla Basilica di San Lucchese che sorge proprio accanto al Palazzo di Villa San Lucchese.
L’edificio si presenta con tre corpi distinti, costruiti in tre epoche diverse: la prima parte, che risale ai tempi del Borgo di Camaldo (distrutto nel 1267), è quella a Nord (la più vicina al cancello di entrata), il corpo centrale e un pozzo allora posto all’esterno invece risalgono al 1400 circa, la parte Sud risale al 1800. Il pozzo, incorporato in seguito nella struttura ottocentesca, serve oggi come vano di corsa per l’ascensore.
L’esistenza del palazzo medievale viene confermata da un estimo del 1318 che si trova in un libro "contenente l’estimo delle terre e dei possessi posti nella Cura e Distretto di Poggio Bonizio …" ( da cui deriva il nome della città di Poggibonsi) dove viene indicato come possessore del palazzo ”un certo Vanni Perfetti che possedeva lì terra arativa e per vigna con palazzo posto accanto alla Casa dei Frati”..
La vicinanza alla Casa dei Frati (così si chiamava il convento di San Lucchese) non lascia dubbi sulla identificazione del Palazzo, che nel 1400, fu ampliato con la costruzione del corpo centrale e nel 1500 doveva far parte dei beni di Meo Bettinj, come sembrerebbe dimostrare la Pianta del Popolo di San Lucchese (rif. Documento: Piante di Popoli e strade – Capitani di Parte Guelfa – 1580 -1595, carte 332). Sopra ad uno scalino è stata ritrovata, durante i recenti restauri, la seguente iscrizione, purtroppo non completamente leggibile perché in parte consunta: ANGELA DERICASOLIS KAROLI FIL SCI PIONIS BALDINO.... POSUIT ET SUI ….

Si può supporre che Baldino in realtà fosse il Nobile Baldino(tti). Infatti i Nobili Ricasoli e i Baldinotti, nel 1700, figurano tra “i possidenti con massa d’estimo superiore a un fiorino (erano dunque inclusi nelle Borse dei Maggiori). I Baldinotti di Pistoia, inoltre avevano numerose proprietà nella zona fin dal ‘400. I Baldinotti-Ricasoli probabilmente ne furono i proprietari fin verso la fine del ‘700.
Clemente Casini (1772-1832) nel suo diario pubblicato a cura di G. Mantelli, Ed. La Magione Poggibonsi) racconta della vendita del Convento di San Lucchese, nel 1810 insieme a tutti i conventi della Toscana che furono soppressi per volere del Governo Francese che si impossessò di tutti beni di queste “Corporazioni religiose”. Nel 1818 tutti conventi furono riaperti da Ferdinando III che tornò sul trono di Toscana, ma il convento di San Lucchese non fu riaperto perché prevalse nella la decisione di coloro i quali preferivano che fosse messo in vendita, così fu acquistato per mezzo di un’offerta segreta dal Nobile Signor Francesco Frosini Martinucci dimorante a Firenze.
“Questo convento fece assai comodo al Signor Frosini, essendo ivi contiguo colla sua Villa, dalla quale comodamente si è procurato l’ accesso al medesimo, avendolo ridotto a quei comodi che gli erano necessari di granai, cantine e simili, il che non era combinabile nella Villa medesima”.
In seguito villa San Lucchese passò ai baroni Cuccoli – Fiaschi, infatti fu proprio Guido Cuccoli Fiaschi, Cavaliere Mauriziano, a far costruire il magnifico cancello, con sopra lo stemma di Famiglia, posto all’ ingresso della Villa. Sempre lo stesso Cavaliere, nel 1905, fece fare la bella cancellata che chiude la cappella di San Lucchese, nel transetto di Sinistra della Basilica. Questi lavori furono eseguiti dal bravissimo e noto fabbro Pietro Barucci di Poggibonsi.
Il Cavalier Guido commissionò poi gli affreschi della Cappella al pittore senese Arturo Viligiardi. Purtroppo il Cavaliere Guido morì nel 1910, proprio quando il Viligiardi faceva gli affreschi . Per finanziare tutti questi lavori Egli aveva venduto il campo di San Lucchese. Fu sepolto nella Cappella, sotto il pavimento davanti all’ altare, dove sopra alla lapide c’è un iscrizione che ricorda quanto sopra esposto. Durante l’ ultima guerra mondiale la basilica subi nel 1944 un cannoneggiamento e molte preziose opere d’arte andarono distrutte.
In seguito Villa San Lucchese decadde notevolmente e perse gran parte delle numerose proprietà, tanto che la Signora Sofia Cuccoli- Fiaschi, nipote ed erede del Cavalier Guido, ridotta in miseria, pensava di stacare l’ Affresco di Gerino di Pistoia per poi venderlo ricavando una somma consistente. Esistono infatti alcuni documenti (Archivio della Sovrintendenza) circa le trattative tra il Padre guardiano di San Lucchese e la stessa Signora Sofia.
La Signora Sofia aveva sposato intorno al 1910 il conte Busi, noto corridore automobilista, ricordato ancora oggi dai vecchi poggibonsesi perché arrivava alla villa con la sua fiammante auto da corsa rossa.
Trai il 1935 e il 1938 la Villa venne acquistata, come dono di nozze, dal Signor Perrot per la sua figlia Emily, che sposò il Dottor Pasquini.
Infine, nel 1989, fu comprata dal Signor Vasco Ninci, che dopo un sapiente e apprezzato restauro, l’ha adibita ad hotel, dotandola dei più moderni comforts, sia all’interno che all’esterno e che oggi vede la sua Famiglia ormai di 3a generazione dedita alla cura dei servizi e all’ accoglienza dei Ospiti.

















